Una madre scrive a Brunetta: “Ho un figlio disabile, lei ci penalizza”

23 ottobre 2008

ROMA – Antonella Cascioli è una giovane donna con tre bambini di cui uno disabile al cento per cento. Utilizza i diritti riconosciuti dalla legge 104 che permette ad un lavoratore di prendere tre giorni di permesso al mese per assistere un familiare con handicap gravi. Legge che Brunetta, il ministro della Funzione Pubblica – convinto che fra gli statali ci siano un sacco di fannulloni che ne approfittano senza diritto – vorrebbe modificare. Antonella scrive una lettera a repubblica (pubblicata ieri) per invitare il ministro a toccare con mano come vive una famiglia con un disabile a carico: gli chiede di passare qualche ora nella sua casa per capire come quei tre giorni al mese siano una boccata d´ossigeno e non “un abuso”.

Il ministro risponde: Antonella gli scriva una mail e fissi la data. Andrà a trovarla volentieri così potrà “spiegarle direttamente i contenuti e gli obiettivi delle mie modifiche alla legge 104. Dunque Antonella e il ministro s´incontreranno: “Chiamerò Brunetta per fargli capire che è giusta la lotta ai falsi invalidi e a chi abusa, ma non attraverso questa strada. Chi in famiglia ha un disabile grave, un bambino disabile, sa quanto sia dura la battaglia da combattere quotidianamente per far valere i propri diritti. Questi bambini devono combattere oltre che per vivere, anche per principi che pur sono stati loro riconosciuti da istituzioni che poi se ne dimenticano. Tutto è lotta e fatica quotidiana. Parliamo di scuola: mio figlio va alla materna, l´anno scorso poteva contare su 25 ore di sostegno alla settimana, quest´anno sono scese a 9 e la direttrice mi ha detto che da dicembre in poi, viste le cattive acque, non mi può assicurare nulla. Parliamo di assistenza domiciliare: per ora posso contare solo sull´aiuto dei parenti, ho chiesto un supporto pubblico di qualche ora a settimana. So di averne diritto, sto aspettando. Brunetta venga, capirà che il problema non è davvero la 104″. Il ministro assicura: “Aspetto la chiamata della signora Antonella, sono sicuro che io capirò”.
(www.superabile.it)

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