Il sessantenne vive da solo con una pensione di 250euro: costretto a cucinare con la bombola da campeggio.
Odissea per l’allacciamento al metano. «La società ha perso segnalazione e contratto»
Vittorio Veneto (F.Fi.) – Odissea per avere il gas-metano: da oltre un mese un pensionato, invalido civile, che vive con una pensione da 250 euro mensili sta penando perchè qualcuno, i tecnici dell’Italgas considerato che è la ditta che gestisce la rete cittadina, tolga i sigilli del rubinetto del gas e gli permetta di poter cucinarsi un pasto decente, e tra qualche giorno anche di poter scaldare i locali e avere l’acqua calda. Marino Zanchetta, 58 anni, ha avuto la possibilità all’inizio dello scorso mese di agosto di poter avere in uso un appartamentino al primo piano in via Garibaldi, nel condominio al Parco, dove peraltro tutti sono allacciati alla rete del metano Italgas. «Ma mentre per l’attivazione di tutti gli altri servizi non ho avuto problemi, quelli sono arrivati per avere il gas da riscaldamento e per uso domestico. – racconta – Siccome l’Italgas non ha più uffici in città ma un anonimo numero di telefono, ho chiamato, ho spiegato la situazione e dato i miei riferimenti per attivare il contratto. Una signorina mi ha detto che dato il periodo sarebbe stato necessario un certo periodo, una decina di giorni». Zanchetta, da buon cittadino ha aspettato non dieci, ma una ventina di giorni senza che in via Garibaldi facesse capolino un tecnico per allacciarlo alla rete. A inizio di settembre, preoccupato per l’attesa e soprattutto per il disagio che la situazione complessivamente stava comportando, visto che per le sue condizioni il bagno con l’acqua fredda ormai sta andando fuori stagione e che preparare il pranzo come in camping, mezzogiorno e sera, su una bomboletta a gas da accampamento, non è quanto di meglio si possa avere dalla vita nel 2008, si è deciso di richiamare. E qui, sorpresa: «Ho fatto le mie rimostranze sul tempo che stava passando – dice – e la signorina che mi dice? Che non trova alcuna segnalazione per allacciarmi e per il contratto che avevo aperto venti giorni prima. Ma mi ha rassicurato: vedrà che in un paio di giorni risolviamo la cosa». Siamo al 20 settembre e dal giorno delle rassicurazioni sono passate un paio di settimane, con lo stesso identico risultato: nessuno si è fatto ancora vivo. Zanchetta ha chiamato lunedì, giusto per ricordare che il servizio dell’Italgas o Italgaspiù che si voglia, non brilla per la piena soddisfazione del cliente e la solita signorina ha cercato di tranquillizzarlo: «ci stiamo attivando», le ha detto, ma ormai il pensionato sta perdendo le speranze: «Io nonostante l’invalidità riesco a muovermi, mi arrangio per il mangiare, e girare per gli uffici a sollecitare, ma mi hanno detto che ci sono in città altri casi come il mio. Il fatto che non si sia un ufficio a cui rivolgersi è penalizzante. Speriamo che ora possano muoversi: sono stufo di fare la pasta sulla bomboletta del campeggio».
(www.gazzettino.it)

